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Vi racconto perché non sono più il CEO di October…

…e perché resto coinvolto al 100%!

Sette mesi fa ho raccontato a Matthieu Stefani (autore del podcast GDIY – Génération Do It Yourself) la mia lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica. Ho affermato di avere uno spirito combattivo nei confronti di questa malattia rara, che tuttavia è abbastanza forte da vincere ogni volta. Questo coming out ha avuto ripercussioni che non avevo previsto e che hanno rafforzato la mia convinzione che la trasparenza sia spesso la scelta migliore.

7 mesi dopo non è cambiato nulla. Al contrario. Le difficoltà non fanno altro che rafforzare la mia volontà di combattere e vivere al massimo. Utilizzando le parole dello scrittore francese Albert Camus, nel bel mezzo dell’inverno ho scoperto che vi era in me un’invincibile estate. E la vita è bella, davvero bella.

Dimmi cosa vedi

Questa convivenza forzata ha richiesto un certo adattamento. Ho definitivamente cancellato Strava dal mio iPhone, mentre Doctolib compare ormai a fianco dell’app di October nella schermata principale. Non cammino più così bene (da lontano potrei ricordare vagamente Doctor House). Parlo meno bene e il mio corpo cambia insieme agli effetti collaterali. Ma il mio cervello continua – è questa la promessa confortante di questa malattia – a funzionare come prima. Non più velocemente, né più lentamente. Solo che la mia dizione non mi permette più di esprimere chiaramente quello che ho nel cuore (o nel cervello). Quindi insisto, lo ripeto due volte. Parlo lentamente per catturare meglio l’attenzione. Ma l’impatto delle mie parole non è più lo stesso e devo imparare ad accettarlo.

Ho anche dovuto imparare ad accettare gli sguardi interrogativi, anche se spesso benevoli. Ad ogni incontro posso percepire un riflesso incondizionato, una domanda spontanea: “meglio/peggio?”. Bisogna anche che io impari ad accettare il mio sguardo. Come tutti, ogni mattina, davanti allo specchio, mi faccio un’autodiagnosi. Spesso negativa, spesso parziale. Ma i fatti sono lì.

Una vita intensa

Si dice che le disgrazie non vengono mai sole, ma la verità è che negli ultimi 7 mesi la mia vita è stata alquanto densa di soddisfazioni, sia dal punto di vista personale che professionale. October è cresciuta del 70% nel 2021, ha finanziato più aziende quest’anno che nel 2018, 2019 e 2020 messi insieme e nel frattempo ha lanciato con successo la vendita della sua tecnologia alle istituzioni finanziarie (è proprio di mercoledì scorso il nostro annuncio con Bpifrance).

Per queste ragioni ho voluto assicurarmi che October potesse cogliere tutte possibilità, senza perdere alcuna opportunità a causa della mia salute. Sono convinto che questo obiettivo sia raggiungibile attraverso una migliore organizzazione del team, che possa rassicurare tutti sia all’interno che all’esterno.

Il mio socio e co-fondatore di October Patrick de Nonneville assume quindi il ruolo di CEO, mentre il nostro Country Manager tedesco Thorsten Seeger prende il suo posto come COO. Insieme agli altri Country Manager (Gregoire de Lestapis, CEO October Spagna, Sergio Zocchi, CEO October Italia, e Luuc Mannaerts, CEO October Olanda), si concentrerà sulla crescita della nostra attività di prestito. Per quanto riguarda me, sono diventato presidente del consiglio di amministrazione. Questa sarà anche l’occasione per vedere tutti gli altri nostri talenti farsi avanti e prendere più spazio, da Sarah (Chief Product Officer) a Marie (Institutional Investors), Julien (CTO), Christelle (CFO), Claire (October Connect), Tejas (Data), Eugenio (Risk), Marc (Recovery), Julien (Client Operations), Matthieu (Internal Operations) o Camille (Retail Investors).

Cosa significa questo in termini concreti?

In modo diretto e trasparente:

– No, non mi ritiro affatto dal punto di vista operativo. Sarò regolarmente in ufficio e parlerò ancora con i clienti e i team.

– No, questo non è un preannuncio della mia morte. Mi sento vivo, in grado di lavorare. Anticipare le difficoltà non le fa accadere più velocemente.

– No, nessuno mi ha messo alla porta. Questa decisione è solo e unicamente mia. E ho la presunzione di pensare che sia quella giusta.

Grazie

Una lotta simile non si combatte da soli. Devo quindi ringraziare coloro che rendono la mia vita migliore.

Mia moglie Virginie, i miei figli Louis e Clément, la mia famiglia e gli amici.

Il team di October e i miei partner.

I nostri azionisti e Xavier Anthonioz, che, pur rimanendo nel consiglio di amministrazione, rinuncia alla sua posizione di presidente.

I nostri 28.000 clienti.

E quelli che non conosco, ma che regolarmente mi inviano un saluto.