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Lendix Academy – Episodio 3: I principali modelli di business delle imprese

21 Settembre 2017

Scopri come funzionano le aziende!

Nell’episodio precedente: nel secondo episodio abbiamo parlato dell’importanza delle piccole e medie imprese nell’economia europea. Le PMI rappresentano, infatti, la quasi totalità delle aziende e generano la maggior parte del valore aggiunto e del lavoro dell’Europa a 28.

Oggi cerchiamo di capire come si genera il fatturato di un’azienda. Come fanno le imprese a generare i propri ricavi? Questo è proprio quello di cui ci occuperemo nell’articolo di oggi.

Il fatturato di un’impresa è l’insieme dei ricavi che guadagna dalle vendite e che vengono utilizzati per:

– pagare gli stipendi 👧👦
– pagare i propri fornitori e creditori 💼
– pagare tasse e imposte 🏤
– se rimane un saldo positivo, generare utili che potranno essere investiti o distribuiti tra gli azionisti 💰

Che siano grandi o piccole, le aziende possono adottare diversi modelli di business. Secondo il Boston Consulting Group (BCG), nella definizione del proprio modello di business l’azienda deve sviluppare la propria value proposition (che cosa offre e a chi?) e il proprio modello operativo (come generare un profitto dall’offerta di beni o servizi?).

Qui di seguito ti proponiamo le principali tipologie di business model, per comprendere meglio come funzionano le imprese:

1. La vendita diretta. Questo è il modello classico, in cui l’azienda offre un bene o un servizio che vende direttamente ai clienti, in negozio o su internet. Per ottimizzare le vendite, l’azienda può decidere di offrire prodotti o servizi diversi da quelli offerti dalla concorrenza, mettendo in pratica una strategia di diversificazione, oppure di proporre un prezzo inferiore rispetto alla concorrenza, con una strategia che possiamo definire low cost.
Ad esempio, tra le imprese Lendix: Massironi

2. Il modello dei beni complementari. Collegato alla vendita diretta, questo modello consiste nel vendere a un prezzo contenuto dei beni che richiedono l’acquisto di beni complementari della stessa marca. L’esempio classico è quello della stampante, il cui prezzo è relativamente basso ma rende necessario l’acquisto dei toner, il cui prezzo invece è spesso elevato. Un altro esempio è il rasoio, che resta un inutile se non si acquistano le lame.
Ad esempio: Gillete

3. Il franchising. In questo modello un’azienda (franchiser) crea un concept replicabile e lo “vende” ad altre aziende (franchisee), che attraverso un accordo commerciale acquisiscono il diritto di utilizzare il concept. Questo modello permette al franchiser di ridurre i costi di sviluppo del marchio moltiplicando velocemente i punti vendita e ottenendo un maggior potere contrattuale nei confronti dei fornitori. D’altra parte il franchisee può sfruttare la notorietà del marchio, acquisire il know-how e appoggiarsi alle infrastrutture del franchiser pur mantenendo la propria indipendenza.
Ad esempio, tra le imprese Lendix: BioBurger

4. La locazione (leasing). Come dice il nome, questo modello permette all’azienda di concedere un bene per un periodo limitato in cambio del pagamento di una somma di denaro. Le imprese che adottano questo modello devono prestare attenzione a definire il periodo di locazione per ottimizzare la gestione del magazzino e mantenere un periodo di pausa adeguato (devono avere materiale sufficiente per far fronte alla richiesta senza però ritrovarsi con materiali immobilizzati troppo a lungo, che rappresenterebbero una perdita di denaro).
Ad esempio: Kiloutou

5. L’abbonamento. L’azienda offre accesso a un prodotto o a un servizio a condizione che il cliente sottoscriva un abbonamento. Utilizzato dai giornali, dalle palestre, dagli operatori telefonici e da moltissime altre aziende, si tratta di un modello vantaggioso perché assicura ricavi ricorrenti indipendentemente dall’effettivo consumo di ciascun cliente.
Ad esempio, tra le imprese Lendix: Servicios Deportivos Human Sport

6. Il freemium. Sempre più diffuso su internet, si tratta di un modello misto gratuito/a pagamento particolarmente adatto alle aziende che offrono servizi on-line. In pratica, si offre una versione gratuita del servizio, ma limitata in termini di tempo o di funzionalità. Chi desidera utilizzare il servizio per un tempo superiore o fruire di tutte le funzionalità, dovrà accedere a pagamento. Questo modello permette all’impresa di formare un’ampia base di utilizzatori, rafforzare la propria notorietà e convertire un numero maggiore di utenti alla versione a pagamento dopo che hanno potuto testare il servizio gratuito.
Ad esempio: Linkedin

7. La pubblicità. Questo modello di business consiste nell’offrire un servizio gratuito agli utenti, finanziandosi attraverso contratti pubblicitari.
Ad esempio: Facebook

8. L’assicurazione. In questo caso l’assicuratore copre i rischi futuri che una persona potrebbe dover affrontare, in cambio di un pagamento mensile o annuale. Fino a che il rischio non si verifica, l’assicuratore ottiene un ricavo. Nel caso in cui il rischio si verifichi, invece, dovrà rimborsare il danno in tutto o in parte in base al contratto stipulato.
Ad esempio: MATMUT

Tutto chiaro? Allora andiamo avanti con il prossimo articolo, nel quale parleremo delle diverse possibilità di finanziamento per le diverse tipologie di impresa.
👉 Rileggi l’Episodio 2

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