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Il potenziale del fintech come strumento di inclusione sociale e finanziaria

11 Novembre 2019

  • Una recente pubblicazione della Task Force del Segretario delle Nazioni Unite indica il fintech come leva per lo sviluppo sostenibile.
  • La sfida più importante che la finanza si trova davanti oggi è quella di creare un sistema più inclusivo e partecipativo.
  • A livello individuale è auspicabile una maggior consapevolezza dell’importanza delle singole scelte di risparmio e investimento.

La pubblicazione “Harnessing Digitalization in Financing the Sustainable Development Goals” divulgata a fine settembre dalla Task Force del Segretario Generale delle Nazioni Unite mette in luce il potenziale dell’applicazione delle tecnologie finanziarie per lo sviluppo sostenibile. La task force ha l’obiettivo di comprendere l’impatto del fintech (tra cui criptovalute, blockchain, intelligenza artificiale, big data ecc…) sul settore finanziario e sullo sviluppo sostenibile.

La relazione si basa sul concetto che i cittadini sono di fatto i finanziatori del mercato globale perché collettivamente con le tasse che pagano, le decisioni di acquisto che prendono, le modalità di impiego dei propri risparmi danno forma all’economia mondiale. Questa consapevolezza stenta a farsi strada ancora oggi presso ampi strati della popolazione che continuano a percepire il sistema finanziario come distante e difficilmente influenzabile da parte dell’individuo.

Come può la tecnologia cambiare la relazione con il sistema finanziario?

Sebbene i risparmi globali siano più che sufficienti ad alimentare la transizione verso uno sviluppo sostenibile, il sistema finanziario globale non è finora riuscito a intermediare efficacemente l’offerta e la domanda. La rivoluzione digitale può certamente spostare il centro di gravità del sistema finanziario verso il cittadino.

Aumentando la qualità delle informazioni disponibili e la loro facilità di utilizzo, la tecnologia genera inevitabilmente una maggiore consapevolezza da parte degli utenti dei servizi finanziari. Qualsiasi aggregazione di individui, supportata da una piattaforma digitale, è nelle condizioni di prendere delle decisioni a livello collettivo ottenendo così una maggior autonomia in ambito finanziario.

Questo è il caso del crowdfunding e del social lending, sistemi di finanziamento collettivo che consentono la raccolta di fondi attraverso la condivisione online di progetti imprenditoriali. Le nuove opportunità offerte dalla finanza alternativa stanno ridisegnando il legame tra persone, territorio e imprese, consentendo a una molteplicità di soggetti di collaborare direttamente per lo sviluppo economico disintermediando così la filiera.

Fintech, tre modalità di sostegno dello sviluppo sostenibile

Il fintech può perseguire la strada della sostenibilità e dell’inclusione sociale in vari modi. Anzitutto, permette di far affluire facilmente il risparmio sugli investimenti, compresi quelli di lungo periodo. Si tratta di un tema estremamente rilevante soprattutto oggi in cui il calo dei tassi di interesse ha reso il costo del denaro prossimo allo zero con un persistente eccesso di liquidità.

È in questo contesto che anche i risparmiatori retail si stanno avvicinando sempre più ad asset class alternative prima rivolte solo a investitori istituzionali. In secondo luogo, consente di mobilitare la finanza internazionale in un mondo globale in cui la circolazione dei capitali diventa sempre più semplice.

Infine, favorisce anche una maggiore capacità di misurazione e gestione del rischio con modelli di valutazione innovativi. Il crowdfunding costituisce una modalità concreta di inclusione finanziaria delle imprese di più piccola dimensione che hanno esigenze di credito rimaste per lo più insoddisfatte dalle soluzioni di credito tradizionali. Si tratta di imprese marginalizzate perché giudicate poco interessanti dagli operatori bancari.

I rischi del digital divide

Ci sono naturalmente dei rischi legati all’utilizzo dei finanziamenti digitali per far progredire gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il divario digitale rischia di escludere le persone che non dispongono delle infrastrutture e delle competenze digitali necessarie rafforzando così i modelli esistenti di discriminazione.

È necessario che gli operatori che entrano nel mercato con modelli innovativi possano operare all’interno di un quadro regolamentare adeguato in grado di tutelare in modo ottimale gli interessi di tutti i soggetti partecipanti. Democratizzare l’accesso al sistema finanziario è essenziale per stimolare uno sviluppo responsabile e sostenibile.

Il ruolo di realtà come October 

La proposta di October incontra le esigenze di credito delle piccole e medie imprese  veicolando il risparmio privato e le risorse degli investitori istituzionali in modo efficace, semplice e trasparente. October ha recentemente lanciato un fondo di direct lending che è il risultato della collaborazione con i Confidi di Federconfidi-Confindustria e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), supportato dal “Piano Juncker”. Grazie al contributo dei Confidi e all’impatto dello strumento di garanzia fornito da InnovFin, le PMI idonee beneficeranno di una riduzione del costo del finanziamento. October è riuscita così a creare un ecosistema di attori che lavorano insieme con l’obiettivo di rendere sempre più accessibili soluzioni di credito alternative. Una modalità concreta di inclusione finanziaria, soprattutto per le PMI che hanno esigenze di credito non soddisfatte dai canali tradizionali.

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